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Un
progetto della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, con
soggetto attuatore il Teatro Pubblico Pugliese, pensato nella duplice
funzione di evento spettacolare e melting pot nel quale confrontarsi,
esprimersi ed apprendere in nome del dialogo e della tolleranza tra etnie e
credo religiosi diversi. La
“Primavera dei diritti” - che ha avuto il suo prologo già dai primi di
febbraio con “Waiting for Primavera” (un ciclo di performance e meeting nei
Teatri Abitati di Puglia, oltre a numerosissimi eventi curati dalle
Associazioni del territorio - si propone di sollevare discussioni, suscitare
il confronto tra idee, stimolare un processo di crescita sociale e di
consolidamento dei valori di democrazia, libertà e solidarietà. Una
rassegna multidisciplinare ideata con l’obiettivo di raccontare, attraverso i
molteplici linguaggi dell’arte e della cultura, lo stato attuale dei diritti
civili e le loro possibili evoluzioni nel nostro Paese e nel mondo. Oltre
100 eventi di teatro, danza, musica, un ciclo di conferenze internazionali,
meeting con le maggiori ONG, performances, mostre, videoinstallazioni,
“azioni teatrali”. “Primavera dei diritti” è allo stesso tempo un
racconto ed un esperimento. Ricerca, sperimentazione e confronto tra culture,
la celebrazione della diversità in una terra che ha nella “convivialità delle
differenze” la traccia della propria storia. “Primavera
dei diritti” è stata pensata per mettere la forza poderosa dell’arte, della
danza, del teatro e della musica, a servizio della cultura dei diritti
civili, affiancando ai grandi nomi di artisti, nazionali ed internazionali, giuristi
ed esperti in tema di migrazioni, omosessualità, pari opportunità, sicurezza
e cooperazione. Sette
le sezioni della Primavera: show (concerti, teatro e danza), performance,
lezioni sui diritti, meeting, video, gastronomia e mostre. Contributi dei maggiori esperti mondiali: economisti,
sociologi e docenti di prestigiose università europee e statunitensi. Il
26 febbraio sarà la volta degli statunitensi Alan Hyde, dell’Università del
New Jersey e Elizabeth Wolgast, docente dell’Università della California ed
autrice del libro “La grammatica della giustizia”. Si potranno ascoltare
anche Ermanno Vitale, autore di “Dal disordine al consenso. Filosofia e
politica in Thomas Hobbes” e “Ius migrandi”, gli iberici Javier De Lucas
Martìn (mercoledì 24), docente dell’Università di Valencia, direttore dal
1990 del Gruppo di studio su cittadinanza, immigrazione e minoranza, autore
per conto della Commissione Europea del Rapporto sulle misure giuridiche
contro il razzismo e la xenofobia in Spagna, e Iñaki Rivera Beiras (giovedì
25), dell’Università di Barcellona, al quale si deve la più importante e
completa opera sul carcere “La cuestion carceraria. Historia, epistemologia,
derecho y politica penitenziaria”, un contributo civile e politico alla lotta
contro la tortura, alla sua stigmatizzazione e ripulsa. Il
26 febbraio un’altra lectio magistralis in tema di tutela dei diritti civili
con Tamara Pitch dell’Università di Perugia e l’argentino Daniel Borrillo
dell’Università di Parigi Ovest - Nanterre La Défense autore di “Omofobia.
Storia e critica di un pregiudizio”. Tra gli ospiti anche la Presidente di
Di’Gay Project Imma Battaglia, un nome un destino, che conduce una
lotta senza quartiere per la tutela dei diritti degli omosessuali, “Una lotta
ferma al palo” a suo dire. Nel programma lezioni sui diritti anche di Barbara
Duden ed Eligio Resta (diritti fondamentali e corpo), Adalgisio Amendola e Vittorio
Lingiardi (diritti fondamentali e sessualità), Alessandro dal Lago,
(diritti fondamentali e migrazioni), Giuseppe Mosconi, Pio Marconi, Matthias
Rieger, Dario Melossi e Mauro Palma (diritti fondamentali e sicurezza), ai
quali si aggiungono Luigi Ferrajoli e Franco Cassano per le relazioni
conclusive. Musica, teatro, parate itineranti, danza, performance,
documentari, urbanArt, Alla
stessa ora, nella Sala Giuseppina del Teatro Kursaal si terrà la cerimonia
inaugurale, un momento di riflessione in cui si intrecceranno interventi
istituzionali e testimonianze di chi in prima persona vive le contraddizioni
del nostro tempo, gli effetti dell’emarginazione e dell’espropriazione dei
diritti: i soggetti più deboli, i bambini, le donne offese, i migranti e gli
anziani. Uno sguardo proteso verso l’area del Mediterraneo, scenario di
contraddizioni drammatiche strettamente intrecciate alla realtà quotidiana.
Tutti sotto i riflettori per qualche minuto, in un contrappunto di voci, per
raccontare storie rivolte ad un pubblico man mano più attento e motivato.
Interverranno: Stefano Anastasia, Presidente onorario e difensore civico di
Antigone, Kostas Moschochoritis, Direttore generale di Medici Senza Frontiere
Italia, Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Claudio
Tesauro, Presidente di Save the Children Italia. Tra le presenze confermate
per l’inaugurazione insieme al Presidente nazionale Arcigay Paolo Patanè,
anche Antonella Marino, Amnesty International Puglia. Inoltre, Chouaib
Zwairit (Marocco), mediatore linguistico ed operatore del Cara e del
sindacato Rdb Cub, e Daniela Shawki, italo-egiziana, dell’Associazione per la
mediazione interculturale e informa-immigrati AMICI. L’intero
programma di “Primavera dei diritti” annovera sette categorie di eventi, alle
quali si vanno ad aggiungere quelli in “Outdoor”. Si tratta nello specifico
di azioni urbane performative che si svilupperanno dal 18 al 28 febbraio,
in diversi luoghi della città. Tra i tantissimi ideatori delle
performance outdoor anche i ragazzi di Fibre parallele, giovane gruppo
teatrale pugliese. Ma ci saranno anche i giochi acrobatici e le evoluzioni
vorticose nei movimenti senza respiro degli Afro Jungle Jeegs con “In Total
control”, giovani artisti con la passione del teatro che da Nairobi
invaderanno le strade di Bari (il 23 febbraio alle 18.00 e alle 19.30 in
Piazza Ferrarese; ed il 24 alle 18 e 19.30). Il funky dei Funk Warriors,
sorprendenti danzatori pugliesi, scatenatissimi in spettacolari coreografie
ad alto tasso energetico (alle 18.00 e alle 19.30 del 25 febbraio in Piazza
Umberto a Carbonara ed il 26 febbraio alle 18.00 e alle 19.30 in Piazza
Risorgimento a Bari). Dai ritmi al cardiopalmo dei Warriors ai riti ipnotici,
incantatori, dei monaci buddisti del Tashilhunpo Monastery, impegnati per una
intera giornata a tentare di sospendere il tempo di una città (il 27 febbraio
a partire dalle ore 11.00 per le vie del centro di Bari). I dettagli del
programma Outdoor sono indicati nel comunicato specifico. In
prima nazionale, ad aprire e chiudere la maratona dei diritti, l’israeliana
Yasmeen Godder, nuova star della danza contemporanea internazionale, qui
impegnata in “Love fire” (18 febbraio alle 21.00 al Kursaal), e poi con
Roberto Casarotto, curatore di progetti internazionali di danza, (il 19 alle
17.30 Sala Decò del Kursaal) per il meeting “Corpo e identità”. Ritroviamo la
Godder, stavolta come coreografa con i Matanicola (il 28 febbraio alle 20.30)
con “Under one & two”, un progetto in due quadri per un duo maschile,
composto da Nicola Mascia e Mata Zamir, che con Yasmeen Godder si incontrano
per indagare il senso dell’identità. Giocando tra i ruoli, l’incontro e la
distanza, questo spettacolo, nato in collaborazione con Sasha Waltz, cerca
una possibile via di comunicazione tra sé e l’altro, una possibile
accettazione nella e della società. Sempre
in prima nazionale per “Primavera dei diritti” l’intenso Rachid Ouramdane in
“Loin…(far…)” (il 20 febbraio alle 20.30 al Kursaal) presentato la scorsa
estate al festival di Avignone; il palestinese Tarek Halaby in “Finally I'm
no one” (domenica 21 alle 20.30), una performance che il pubblico vedrà
proiettata su monitor in quanto il danzatore si esibirà dietro un muro
costruito in proscenio. A lui è legata la mostra ospitata nel foyer
“Actually, I’m someone”. Teatro civile il 22 febbraio alle 22.00 con la
produzione di Babilonia Teatri in “Underwork”, uno spettacolo che non
condanna, non spiega, non dà soluzioni ma semplicemente fotografa una
situazione di incertezza facendo procedere parallelamente due modi narrativi:
da una parte la leggerezza del dolce far niente, dall'altra il vero centro
dello spettacolo rappresentato da un recitato scarno, una sorta di poesia
senza rima né armonia. Di
solida reputazione europea l’iraniano Yaser Kasheb ed il suo “Misterious
Gifts: theatre of Iran” (lunedì 22 febbraio alle 20.30 al Kursaal) mentre il
Balletto Civile di Michela Lucenti incontra le arti degli Afro Jungle Jeegs
nello spettacolo “I prodotti”, presentato all’ultimo festival di Spoleto, che
sarà in scena al Kursaal il 25 febbraio alle 20.30. Dall’Iraq gli IraqiBodies
della nuova star della danza europea Muhanad Rasheed che presenterà “Crying
of my mother” e la prima assoluta “Insomnia” (venerdì 26 febbraio alle
20.30), e a dalla Turchia i danzatori di Garajistamulpro in una
sorprendente storia di amore omosessuale, “Monday in the sun“ (il 26 alle
22.00), spettacolo a cui deve notorietà internazionale. Ed anche “Royal
Dance”, il 21 febbraio alle 19.00, in anteprima italiana. Gli
stupefacenti virtuosismi vocali di LaLa McCallan rapiranno il pubblico
nei due appuntamenti (dinner/show) “VivaLaDiva! A Diva with a difference” in
cui l’artista cambierà continuamente genere musicale ed abiti femminili (Sala
Decò del Kursaal alle 22.00 del 26 e 27 febbraio). Inoltre, Ricci Forte con
“Pinter’s Anatomy”, un lavoro complesso sul processo di manipolazione semiotica
delle passioni, a partire dalle 17.30 fino alle 22.00 (con sei repliche) il
26 e 27 febbraio nel Roof Garden del Kursaal. Ed
anche la prima assoluta del nuovo album della londinese Z-Star, icona del
nujazz (fusione tra sonorità tipiche del jazz, del funk, del soul e
dell’house) il 24 alle 21.30 al Kursaal. Nel programma anche gli incontri con
i leader di numerose ONG internazionali e associazioni sui diritti con
approfondimenti sui progetti di sviluppo e sensibilizzazione, Medici senza
Frontiere, Greenpeace, Emergency, Libera, Save The Children, Arcigay,
Antigone, Amnesty International, C.A.R.A., UNICEF Bari, A.G.E.D.O., per
citarne alcuni; la sezione video con documentari e UrbanArt, mostre
tematiche, performance, appuntamenti quotidiani di gastronomia curati dalle
comunità etniche della città in collaborazione con il centro interculturale
Abusuan (ogni giorno alle 19.30), corsi di italiano per immigrati e
laboratori e tantissimi altri eventi. Da non dimenticare la mostra allestita
all’interno del Kursaal: “Il costo umano di una catastrofe nucleare”,
rassegna fotografica a cura di Greenpeace sugli effetti devastanti del
nucleare in Russia.
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